Gladiatori donna, combattenti fiere e coraggiose dell’antica Roma

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Gladiatori donna, combattenti fiere e coraggiose dell’antica Roma, le fonti storiche ci raccontano che a Roma, oltre ai gladiatori, c’erano le gladiatrici.

Nell’antica Roma oltre ai famosi Gladiatori, esisteva anche una piccola cerchia di lottatrici donna, le Gladiatrici. Quando pensiamo al Gladiatore abbiamo sempre in mente l’immagine di un uomo fiero e muscoloso che brandisce la sua daga e attacca l’avversario con ferocia e determinazione. Nell’immaginario collettivo , i gladiatori, sono forse la figura mascolina per eccellenza. Ma la storia racconta che i Gladiatori non sono tutti uomini, le Gladiatrici combattevano nelle arene proprio come i loro colleghi maschi.

La maggior parte delle volte non erano schiave (che invece erano destinate ai bordelli romani, Ndr.) ma donne libere che intraprendevano questa carriera volontariamente.

Cosa spingeva una donna a diventare Gladiatrice?

Come per gli uomini il motivo principale erano i soldi e la fama. Le donne però non erano chiamate a combattere contro i gladiatori maschi ma con le altre donne, o per divertire il pubblico, contro in nani ai tempi considerati giullari. Combattevano anche contro gli animali, soprattutto cinghiali e, molto spesso, morivano in quell’arena. Erano rare come gladiatrici, sopratutto per l’assenza di un campo d’addestramento, cosa che i gladiatori possedevano. E necessitavano di un tutor privato che non tutte potevano permettersi, oltretutto gli occorreva il permesso del padre di famiglia altrimenti non potevano intraprendere questa carriera. Per questo motivo richiamavano parecchi spettatori, per la loro rarità, persino gli artigiani realizzavano dei “souvenir”, delle piccole statue modellate a loro immagine e somiglianza da vendere al pubblico. Ci sono giunti anche due nomi di Gladiatrici amate dal pubblico Amazone e Achillea. 

Le donne Gladiatrici si sposavano?

Si pensa di no, anche se non è un dato certo, sugli uomini abbiamo resoconti storici sul fatto che una volta terminata la loro carriera tornavano dalle loro famiglie, ma sulle donne non abbiamo nulla che accerti ciò. Considerando che le donne nell’antica Roma venivano maritate molto giovani si pensa che andassero semplicemente a vivere per conto loro, sempre se sopravvivevano all’arena. 

Le Gladiatrici non hanno combattuto a lungo nelle arene, un’editto del 200 d.C. dell’Imperatore Severo impedì l’ingresso nelle arene a qualsiasi combattente di genere femminile. La decisione dell’Imperatore è nata dalla paura che , se le donne fossero diventate brave come gli uomini, avrebbero potuto partecipare alle Olimpiadi, cosa impensabile a quei tempi, perchè prettamente maschili. Infatti le donne parteciparono per la prima volta alle Olimpiadi nel ‘900, dove per i primi anni potevano prender parte solamente a competizioni prettamente femminili come il tennis.

Donne, lotta, sudore e sangue…oggi siamo più propensi ad immaginarci una situazione simile (ci basta pensare alle soldatesse, alle donne che praticano la boxe, Ndr.), ma pensate a quei tempi, lo stupore provato dal pubblico nel vedere una guerriera lottare per la prima volta. Le gladiatrici erano spesso disprezzate e derise però  il pubblico era eccitato dalle loro esibizioni, in un turbinio di desiderio sessuale e sadismo. I legislatori romani osteggiarono più volte le loro esibizioni, erano scomode.

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